La nuova Direttiva ETS 2018/410/UE – Emission Trading System nel periodo IV, 2021-2030

 

Il 19 marzo 2018 è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, la Direttiva 2018/410/UE, che stabilisce il funzionamento dell’Emissions Trading System europeo (EU-ETS) nella fase IV del sistema (2021-2030).

L’obiettivo vincolante da raggiungere, è quello di ridurre entro il 2030 le emissioni nel territorio dell’Unione Europea di almeno il 40% rispetto ai livelli del 1990, mentre i settori interessati dal sistema ETS dovranno ridurre le emissioni del 43%, rispetto al 2005, per poter adempiere agli impegni assunti nell'ambito dell'Accordo di Parigi.

Le principali novità di quest’ultima revisione della Direttiva possono essere così riassunte:

  • il volume totale di emissioni si riduce annualmente del 2,2% (Fattore Lineare di Riduzione);

  • la percentuale di quote da mettere all'asta viene fissata pari al 57% del totale, con una riduzione condizionata fino al 3%, qualora si ricorra al fattore di correzione transettoriale;

  • introduzione di nuove norme per il calcolo dell’assegnazione gratuita in funzione del livello di attività;

  • aggiornamento dei benchmark di riferimento per il calcolo delle assegnazioni;

  • conferma dell’assegnazione totalmente gratuita ai settori rientranti nella nuova lista del “carbon leakage”, mentre per gli altri settori, la percentuale dell’assegnazione viene fissata al 30%, con la graduale riduzione fino all’eliminazione a partire dal 2026, ad eccezione del teleriscaldamento;

  • costituzione della riserva per i nuovi entranti attraverso le quote inutilizzate nel periodo 2013-2020 e 200 milioni di quote della riserva stabilizzatrice del mercato;

  • temporaneo raddoppio, fino alla fine del 2023, del numero di quote da immettere nella riserva stabilizzatrice del mercato e cancellazione, a partire dal 2023, delle quote presenti nella riserva al di sopra del numero di quote messe all’asta nell’anno precedente, fatta salva la revisione della Decisione UE/2015/1814;

  • introduzione di un massimale, seppur non obbligatorio, per le compensazioni alle industrie più energivore dei costi ‘indiretti’ derivanti dalla applicazione dell’EU-ETS (cd. carbon leakage indiretto) che consente l’utilizzo dei proventi d’asta non destinati a finalità ambientali, in misura pari al 25%, in linea comunque con le regole comunitarie sugli aiuti di Stato;

  • istituzione dell’Innovation Fund a favore di progetti che riguardano tecnologie innovative.